Alcuni dicono che “il candidato non è l’oggetto, ma il soggetto del colloquio”: fare delle domande aiuterà ad avere più informazioni e a sembrare più smart. Ma quali sono le più adatte? Dallo stipendio alle prospettive di carriera, ecco 5 quesiti da annotare e ricordare.

Si parla spesso delle probabili domande che bisogna affrontare in sede di colloquio. Tuttavia,  spesso ci si dimentica che anche porre delle domande è consigliabile: non a caso il motto di Rosemary Haefner, recruiter di careerbuilding.com, è “il candidato è il soggetto, non l’oggetto”. Chiedere, infatti, contribuisce a farci sembrare più smart. “Chiedere non solo è permesso”  afferma Roberto Coccia, selezionatore di Innovation Management Service, “ma è anche consigliabile, tanto che la qualità delle domande fatte è uno degli elementi di valutazione del selezionatore”.

Quali sono quindi le domande da fare assolutamente al proprio interlocutore, per fare bella figura?

Può farmi un esempio pratico delle mansioni che andrei a svolgere?

Se non se n’è già parlato prima, si può chiedere anche la giornata tipo di un dipendente con mansioni simili. Senza entrare troppo nello specifico, è opportuno anche chiedere, ad esempio, se sono previste trasferte, convegni o orientamento, con quali figure si andrà a collaborare e se sono previsti dei corsi di aggiornamento.

Quali sono gli obiettivi di evoluzione dell’azienda per i prossimi anni?

Imparare a comunicare in modo produttivo è uno dei modi più efficaci per condurre un colloquio di lavoro. Questo tuttavia non è possibile se non ci si informa sull’azienda e la sua struttura. Chiedere come funziona di preciso l’organico permette di proiettarsi già in un’ottica futura, riuscendo anche a carpire eventuali prospettive di carriera.

Come avvengono i processi di selezione?

E’ più elegante del “Quando mi chiamerete?”: anche in questo caso ci si dimostra interessati alle dinamiche aziendali. Si può anche chiedere se sono previsti altri incontri, ed entro quali tempi. Tuttavia, è meglio non insistere se ci si trova davanti un selezionatore restìo a dare determinate informazioni. Mantenersi sul generico aiuterà a non tirare troppo la corda.

Qual è il compenso previsto per la posizione?

Anche se parlare di soldi è sempre difficile, alcune informazioni generiche riguardo il compenso sono addirittura aspettate. A meno che non sia il primo colloquio, verso la fase finale della selezione è possibile chiedere, in modo generico, lo stipendio ed eventuali benefit. Ma meglio non dilungarsi troppo sull’argomento e non insistere: per i selezionatori, il denaro non deve essere un motivo di assunzione!

Posso rispondere ad altre domande?

Ponendo questa domanda, si da’ l’idea di essere pienamente disponibili al dialogo, e non di aver voglia di scappare per paura di un altro confronto. Probabilmente il selezionatore vi avrà già chiesto tutto, ma la bella figura è assicurata.

 

 

 

Pubblicato il: 7 aprile 2016
Categoria:
COMMENTA

Devi essere registrato per poter lasciare un commento

RICHIEDI UNA MENTORSHIP

Le Mentor sono donne che hanno raggiunto posizioni lavorative appaganti e che mettono a disposizione il loro tempo e la loro esperienza in un percorso di mentorship a carattere personale e totalmente gratuito.

Monica Regazzi
Partner BCG
Francesca Panzarin
Cultural Management Freelance
Maria Caramazza
Direttore Generale Fondazione ISTUD
Micaela Ferruta
Senior Sell Side Analyst

Scopri