Chiudi gli occhi e immagina di poter organizzare perfettamente il tuo lavoro quotidiano: ora puoi, con il metodo giusto!

“Devi avere il caos dentro per partorire una stella danzante”: ok, magari è una citazione bellissima e che va a genio alle più creative, ma spesso la disorganizzazione lavorativa è il preludio di una crisi (di nervi).
Gennaio è un ottimo mese per mettere a punto un sistema che si sposi al meglio con le proprie esigenze e realizzare finalmente il sogno di avere tutto – o quasi tutto – sotto controllo. Cosa serve? Solo un’agenda o un quaderno. I risultati? Strepitosi, se si segue il metodo bullet journal, molto famoso nel resto del mondo. Vediamo come.

Segnare tutto (ma proprio tutto)

Evitando di cadere nella psicosi Marissa Meyer (che segna anche le pause toilette), si può raggiungere un buon grado di efficienza anche segnando in agenda solo gli appuntamenti della giornata: questo significa utilizzare un’unica pagina per giorno che contenga sia gli impegni di lavoro che quelli relativi al tempo libero, per non dimenticare proprio nulla.

Avere una simbologia ad hoc

E rispettarla: in particolare, il metodo prevede un puntino per contrassegnare i compiti da svolgere, un cerchietto per segnare gli impegni extra lavorativi e infine prevedere una sezione “Note”, che aiuti ad annotare idee o spunti. Una pagina in fondo all’agenda, invece, sarà dedicata ai progetti e alle scadenze più complessi, come “ristrutturare casa”.

Creare un future log e un monthly log

La regola vuole che a gennaio e a giugno una pagina venga dedicata ai macroprogetti dei successivi sei mesi: questo aiuterebbe a non perdere di vista gli obiettivi finali nel tentativo di inseguire una quotidianità sempre più affannosa. Lo stesso lavoro andrebbe fatto anche a inizio mese, per ogni mese: costruire il proprio futuro step by step aiuta a focalizzarsi sul micro.

La pianificazione giornaliera

L’organizzazione delle giornate va fatta il giorno o la sera precedente, e la domenica dovrebbe essere dedicata all’organizzazione della settimana in maniera generica. Il trucco in più? Distinguere le varie tipologie di impegno (lavoro, tempo libero, organizzazione della casa…) con colori diversi, e che siano sempre gli stessi: come per l’uso della simbologia o delle illustrazioni, infatti, anche l’utilizzo di varie tonalità aiuta la memoria visiva.

Fare un recap e archiviare

Gli ultimi giorni del mese, infine, andrebbero dedicati all’organizzazione del mese successivo e all’archivio dei compiti portati a termine, mentre le pendenze verranno stabilite in un giorno preciso tra gli impegni successivi. Qualcosa resta in pending per troppi mesi? Depennarlo è l’idea migliore, significa che non è poi così importante o urgente.

E a proposito di urgenze…

Secondo il Metodo, le agende o i quaderni creati per lo scopo, in fondo, non sono altro che semplici to do list, e vanno organizzate in base a ciò che è più importante: le urgenze e le incombenze più difficili andrebbero evase per prime, ed eliminate una volta risolte. Il metodo bullet journal funziona semplicemente perché ha come unico obiettivo quello di mettere nero su bianco tutto ciò che vogliamo ricordare, ma con un pizzico di strategia in più.

 

Pubblicato il: 9 gennaio 2017
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