Il contratto di lavoro è lo strumento migliore per inquadrare la tua posizione lavorativa: ecco gli elementi da valutare assolutamente e le condizioni imprescindibili.

Ci siamo. Finalmente, dopo un percorso formativo brillante e una serie di colloqui, stai per firmare il tuo primo contratto di lavoro. Un momento, questo, che ha bisogno della giusta dose di attenzione e consapevolezza, per evitare brutte sorprese. Se è vero infatti che oggi il mercato del lavoro è molto regolamentato, è altrettanto vero che la regola del “leggere prima di firmare” è sempre valida; verificare che gli accordi siglati a voce siano rispettati anche nel cartaceo è importante, perché il contratto di lavoro sarà l’elemento a cui riferirsi in caso di future problematiche o richieste. Abbiamo chiesto alla mentor Patrizia Tornambè, avvocato, quali sono gli elementi principali a cui fare attenzione.

La tipologia di contratto

“Innanzitutto – commenta Patrizia Tornambè – è bene inquadrare la tipologia di lavoro. Le regole tra lavoro autonomo e subordinato sono infatti molto differenti; se nel lavoro subordinato la tipologia di contratto è standard e con poche sorprese, perché soggetto a norme e contratti collettivi, quello autonomo con partita Iva è modellato in base all’accordo delle singole parti; le nuove regole del Jobs Act, tuttavia, hanno l’obiettivo di regolamentare anche quella fetta di mercato in continua evoluzione.” Il contratto di lavoro subordinato, quindi, fa riferimento alla contrattazione collettiva che i sindacati stipulano con le associazioni di categoria: individuarne la tipologia è il primo passo da fare per tutelarsi.

Il momento della firma

Non tutti sanno che tra il momento della compilazione e quello della firma possono anche passare diversi giorni, affinché le parti valutino bene il contratto in ogni sua parte. In questo caso, rivolgersi ad una persona competente, come un commercialista o un consulente del lavoro, è la scelta migliore per stimare anche le clausole che risultano più ostiche da capire. “Quello di poter leggere con calma ciò che si andrà a firmare  – spiega l’avvocato – è un diritto del lavoratore. Ancora più importante se il contratto è per lavoro autonomo, dal momento che quello per il lavoro subordinato ha requisiti ben precisi, facilmente individuabili.”

Orari, permessi e ferie

Nel contratto devono essere specificati gli orari, la modalità di richiesta dei permessi e le ferie. Spesso, non vi è un periodo di ferie stabilito a priori, e ogni azienda organizza i turni in base alle sue esigenze. Il tema “vacanza” è però affrontabile in sede di firma del contratto, per capire la policy dell’azienda e venirsi incontro. E per quanto riguarda gli straordinari? Anche quelli sono normativizzati all’interno dei contratti collettivi, se si parla di lavoro subordinato. Ogni contratto collettivo, infatti, prevede anche una specifica sull’orario di lavoro e sul relativo straordinario.

Lo stipendio, i benefits e i rimborsi spese

Le donne hanno notevoli difficoltà a parlare di soldi e negoziare il proprio stipendio. Tuttavia, bisogna superare le timidezze iniziali e prendere in mano le redini della situazione. Tra le domande da farsi ricordiamo: lo stipendio è congruo alle ore lavorate e al tipo di responsabilità? Quanto guadagnerò al netto? Sono previsti premi di produttività e mensilità supplementari?
Particolare attenzione, inoltre, deve essere dedicata al superminimo, ovvero quella voce della paga base che può essere assorbibile (ovvero diminuisce se c’è un relativo aumento di paga) oppure non assorbibile, se resta invariato al variare dello stipendio.
E se si volesse rinegoziare lo stipendio? “Si può fare, in particolare nell’ambito del superminimo. Posto uno stipendio base, immutabile perché previsto dalla contrattazione collettiva, si possono contrattare gli elementi differenziali, come appunto superminimo, premi o bonus.”

Forme di previdenza

Le forme di previdenza sono, ovviamente, obbligatorie per legge. A volte però non vengono inserite nero su bianco nel contratto di lavoro: non è il caso di allarmarsi, questo accade perché sono automaticamente previste dalle leggi del contratto di lavoro nazionale. Nel momento in cui si stipula il contratto di lavoro di natura subordinata, il datore di lavoro deve infatti darne comunicazione all’ufficio del lavoro, all’INPS e all’INAIL. “Tuttavia – continua Patrizia Tornambè – è un diritto del lavoratore assicurarsi che il datore abbia adempiuto l’obbligo.”

E se il lavoro fosse diverso da quello che mi aspettavo?

Cosa fare se le mansioni non corrispondono al contratto? Anche se un po’ di flessibilità è richiesta e aiuta azienda e dipendente a crescere, vi è un limite ben preciso da rispettare. “Il limite – afferma la Tornambè – è individuato nella dequalificazione professionale, il cosiddetto “mobbing”, ovvero quando ci si ritrova a fare una mansione inferiore rispetto alle competenze per le quali siamo stati assunti. Oppure, nel caso contrario, quando le mansioni sono superiori alle competenze, si può richiedere una differenza retributiva e il relativo inquadramento.”

 

Pubblicato il: 11 febbraio 2016
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