Con l’autunno alle porte, prende il via anche la nuova stagione cinematografica. Una stagione che si prevede ricca di titoli interessanti per il pubblico femminile (uno su tutti: Suffragette, con Maryl Streep, in uscita a inizio 2016). Lo diceva anche il New York Times pochi mesi fa quando, in due articoli, raccontava dell’ondata rosa che aveva travolto l’industria cinematografica americana, con film sempre più ricchi di protagoniste femminili, lontane dai soliti ruoli stereotipati. Perché allora non approfittarne per trovare nuove ispirazioni lavorative? WorkHer ha selezionato i 6 film più belli che parlano di donne e lavoro, ma anche di coraggio e di viaggi per crescere e realizzarsi.

Julie & Julia

Un film, due storie: quella vera di Julia Child (icona della cucina americana) e di Julie Powell, una giovane donna che, ancora lontana dal suo lavoro di scrittrice, sceglie di aprire un blog in cui per 365 giorni sperimenta tutte le ricette contenute nel best seller del suo mito Julia Child. Un titolo, che mostra due percorsi di due donne in due epoche differenti, ognuna con le difficoltà che il loro sogno le riserva.
Consigliato perché: racconta di una passione che può diventare un lavoro. Indipendentemente da epoche e generazioni. Da segnalare: la bravura di Maryl Streep nel ruolo di Julia Child. Decisa, testarda, determinata.

 

SARAH JESSICA PARKER and GREG KINNEAR star in I DON'T KNOW HOW SHE DOES IT.
Ma come fa a far tutto?

Kate è mamma e donna in carriera. Ama il suo lavoro, ma i problemi di lavoro del marito e i suoi figli la prendono talmente tanto che la sua vita è una continua capriola tra appuntamenti, feste dei bambini e vita privata. Un giorno, poi, arriva un nuovo cliente. Che le darà parecchio filo da torcere…
Consigliato perché: è un inno rivolto a tutte le mamme lavoratrici. Perché è uno dei film più recenti che racconta delle loro sfide di tutti i giorni. Imperdibile, la scena della To do list: vi ci ritrovate anche voi?

 

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Wild

Nel tentativo di trovare il senso di una vita completamente sconvolta da un divorzio, dalle dipendenze e dai traumi dell’infanzia, Cheryl parte alla ricerca di se stessa attraverso gli Stati Uniti d’America. Il percorso è arricchito dalle persone che incontra e che le danno una mano ad affrontare la natura selvaggia, fino a ritrovare, medi dopo, la strada giusta per essere felice e realizzata.
Consigliato perché: parla di un viaggio. Tra la natura selvaggia, ma anche interiore. Perché è un esempio di resilienza e per ricordare che, se qualcosa va storto, c’è sempre una seconda possibilità.

 

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Saving Mr Banks

È la curiosa storia di come Walt Disney convinse Pamela Lyndon Travers a concedere i diritti per la trasposizione cinematografica del suo best seller Mary Poppins. Inizialmente riluttante, la Travers approfitta del suo viaggio a Hollywood per ripensare alla sua infanzia e, alla fine, concede i diritti a Disney, permettendogli di creare uno dei più famosi capolavori della storia del cinema.
Consigliato perché: è una storia vera. Perché la protagonista è il genio che si nasconde dietro al successo mondiale di Mary Poppins. E perché la tenacia è il primo passo per realizzarsi lavorativamente.

 

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We Want Sex

1968: un gruppo di dipendenti della fabbrica Ford, stanche dei continui sfruttamenti, incrocia le braccia provocando un blocco nel sistema produttivo aziendale, capeggiate da Rita O’ Grady. È il racconto ironico e intelligente di com’è nata una delle prime lotte fondamentali per la legge sulla parità di genere.
Consigliato perchè: è il modo migliore per ricordare una tappa fondamentale nella lotta contro le discriminazioni lavorative. Perché è una storia vera. Perché è una commedia.

 

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The Help

Mississippi. Anni ’60. La neolaureata Skeeter, aspirante giornalista, decide di raccontare, in una società ancora caratterizzata dalla discriminazione e dal razzismo, la vita dei bianchi dal punto di vista delle domestiche di colore. Dopo le prime resistenze, il progetto diventa un libro che racconta delle umiliazioni patite proprio da quest’ultime.
Consigliato perchè: parla di lavoro. Perché è un ottimo esempio di come l’unione, quando c’è, può davvero fare la differenza. Per il premio Oscar Octavia Spencer.

 

Pubblicato il: 20 ottobre 2015
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