Mettiamo da parte il pessimismo e proviamo, una volta a settimana, a raccontarvi tre buone notizie dal mondo del lavoro femminile. Scoprirete che non esistono solo gender gap incolmabili e percentuali negative. Scommettiamo?


New York. È arrivato “Women who draw”, il sito che raccoglie le più brave illustratrici del mondo. 
È nato “Women who draw”, il sito che raccoglie il nome e il profilo di illustratrici donne. L’idea è venuta alla art directory americana Julia Rothman perchè “capita spesso di parlare con gente — ad esempio art director di riviste, editor — che dicono “Oh certo, ingaggerei più donne se solo riuscissi a trovarne”. Quella del “lo farei se le trovassi” è una scusa che funziona sempre, quindi perché non fare in modo di eliminare questo tipo di alibi e vedere che succede?” ha spiegato Julia. Il sito è uscito qualche giorno fa e ha ricevuto oltre 1000 richieste di iscrizione, andando offline per il troppo traffico raggiunto. Altra idea geniale, che ha permesso al sito di far parlare ancor più di se, è stata l’iniziativa di permettere a qualsiasi donna voglia iscriversi di classificarsi in base a razza, provenienza geografica, religione e orientamento sessuale. Geniale no? Chiunque può quindi cercare l’illustratrice che preferisce senza nascondersi dietro ai soliti alibi perché, almeno in questo, stanno a zero.

Sidney. Dimenticate gli esploratori: sono 76 le donne che andranno in Antartide (per chiedere parità). Le partecipanti sono 76 e, udite udite, sono tutte donne di scienza! Di cosa parliamo? Dell’iniziativa dell’Homeward Bound, programma australiano che ha permesso la prima spedizione (tutta al femminile!) diretta verso l’Antartide. L’obiettivo? “Promuovere le donne nella scienza e puntare i riflettori sull’impatto che il cambiamento climatico ha sul globo”. Ma l’obiettivo del progetto è anche un altro: permettere alle donne di migliorare la loro capacità di leadership, grazie a corsi specifici e di raggiungere traguardi prima impensabili. Secondo Hayley Young, coordinatrice del progetto, questo viaggio sarà la svolta. “Le donne sono più collaborative, inclusive, finanziariamente affidabili e hanno una mentalità legata a ciò che lasciano in eredità”, ha detto. Non ci resta che fare un grande in bocca al lupo alle 76 coraggiose partecipanti!

New York. La community di donne che sta rendendo Star Wars una saga (anche) al femminile. Le donne stanno avendo sempre più successo anche nel mondo cinematografico. In “Star Wars” (la saga più conosciuta al mondo), infatti, sono in crescita i ruoli al femminile da protagoniste. Il merito? Non solo di autori, registi e produttori ma soprattutto della community di fan donne che, da tanti anni, esprime il desiderio di vedere le donne nei panni delle eroine della saga. È proprio per questo motivo che in “Rouge One” (il nuovo film della serie “Star Wars Anthology”) la protagonista è Jyn Erso (una sorta di Giovanna D’Arco), interpretata dall’attrice Felicity Jones, che non ha esitato a esprimere il suo stato d’animo positivo “Finalmente ruoli femminili non banali. Spero sia un passo verso l’uguaglianza di opportunità tra uomini e donne”. Forse per il cambiamento e l’uguaglianza definitiva bisognerà aspettare ancora, ma la rivalsa delle donne si sta facendo sentire, anche nello spazio!

 

Pubblicato il: 16 dicembre 2016
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