Mettiamo da parte il pessimismo e proviamo, una volta a settimana, a raccontarvi tre buone notizie dal mondo del lavoro femminile. Scoprirete che non esistono solo gender gap incolmabili e percentuali negative. Scommettiamo?

Strasburgo. La parlamentare britannica che porta in aula sua figlia per sensibilizzare sul tema delle mamme lavoratrici. Figli o carriera? Da questa domanda è nato il gesto della britannica Anneliese Dodds, membro del Parlamento Europeo, che pochi giorni fa ha scelto di portare con sé in aula la sua bambina di un mese, Isabelle. L’idea, che ha subito attirato l’attenzione di fotografi e media, ha in realtà un altro precedente: quello di Licia Ronzulli, che nel 2010 è entrata nella stessa aula di Strasburgo con la figlia Vittoria nel marsupio. Le due donne hanno voluto dimostrare che è possibile una conciliazione tra la maternità e il lavoro, ma soprattutto dare l’ispirazione per riflettere e trovare una soluzione a un tema fondamentale per le donne di oggi. Perché dover scegliere?

San Diego. Fumetti in rosa: agli Eisner Awards, è record di nominate donne. Record di candidate donne all’ultima edizione degli Eisner Awards, l’atteso festival di fumetti in programma il prossimo luglio a San Diego. Le partecipanti, per la prima volta nella storia del festival sono infatti 49, presenti con 61 nomination in 27 categorie su 30. Un vero primato, che dimostra come il mondo dei fumetti, in genere “dominato” dal genere maschile, si stia sempre più tingendo di rosa. Il merito? Non solo la rivoluzione rosa che sta interessando la Marvel (ne avevamo parlato anche qui) ma anche le polemiche scoppiate lo scorso anno durante il Festival dei fumetti di Angouleme di fronte alla scarsa presenza femminile. Tra le artiste nominate quest’anno, ci sono la fumettista G. Willow Wilson, vincitrice del World Fantasy Award del 2013 nella categoria migliore storia e Nelle Stevenson che a soli 23 anni ha già pubblicato due fumetti diventati best-seller. Che vinca il migliore, anzi la migliore!

El Paso. “Allattare in uniforme”: il progetto fotografico per dimostrare che le donne possono allattare lavorando a tempo pieno. “Allattare in uniforme” è il progetto della fotografa texana Tara Ruby nato  da poche settimane con l’obiettivo di dimostrare che le donne possono lavorare a tempo pieno e scegliere comunque di allattare. L’ispirazione è nata pochi mesi fa grazie a una foto che lei stessa ha scelto di scattare a 10 mamme militari, intente a allattare i propri figli in uniforme. L’immagine, inserita nel progetto “Allattamento in stivali da combattimento”, promosso da una caserma texana per sensibilizzare sulle donne che scelgono di lavorare a tempo pieno e di allattare, ha fatto il giro del web ed è stata condivisa più di 26 mila volte. Da qui il boom: dopo le militari hanno scelto di posare per Tara anche infermiere, insegnanti e persino showgirl, arricchendo l’iniziativa di nuovi scatti e tante nuove storie.

Pubblicato il: 22 aprile 2016
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