Mettiamo da parte il pessimismo e proviamo, una volta a settimana, a raccontarvi tre buone notizie dal mondo del lavoro femminile. Scoprirete che non esistono solo gender gap incolmabili e percentuali negative. Scommettiamo?

Dublino. La ricerca Accenture: grazie al digitale, più donne trovano lavoro (e diminuisce il gender gap). La multinazionale Accenture, specializzata in consulenza, ha recentemente condotto una ricerca in 31 paesi, tra cui l’Italia, per indagare come il digital possa aiutare a ridurre il gender gap nel mondo del lavoro. Lo studio, “Getting to Equal: how digital is helping close the gender gap at work”, ha dimostrato come le donne abbiano una gran capacità di sfruttare le proprie competenze digitali per trovare lavoro, migliorare la loro formazione e fare carriera, anche a parità di preparazione con gli uomini. “Le donne rappresentano un serbatoio ancora inesplorato di talenti che può colmare il divario tra le competenze necessarie a restare competitivi e il talento a disposizione” ha affermato il presidente e CEO Pierre Nanterme. Ed è proprio Accenture a dare il buon esempio: nell’azienda le donne rappresentano il 32,2% del personale (3.700 in Italia, 464 executives), destinate a diventare il 40% entro il 2017. Insomma, anche nel digital le donne potrebbero avere una marcia in più.

Capo Verde. Politica in rosa: Janira Hopffer Almada è la prima donna a candidarsi per il posto di primo ministro. Dopo una carriera universitaria e politica brillante, Janira Hopffer Almada, prima donna eletta a guida di un partito, il PAICV, conquista un nuovo primato: è la prima donna a candidarsi per il posto di primo ministro in vista delle elezioni previste per il prossimo 20 marzo. Dopotutto la politica a Capo Verde sta cambiando: in una società matriarcale, sempre più donne stanno iniziando a reggere le sorti del paese. Sono infatti più della metà dell’esecutivo: insieme a Janira Hopffer Almada (già Ministra del Lavoro e della Gioventù), le donne ministre al potere sono, tra le altre, quelle della Sanità, della Finanza, dell’Educazione e dello Sviluppo. Per la prima candidata premier l’”esser giovane e donna è un punto di forza” e con il suo governo creerà “nuovi orizzonti di speranze e certezze, ponti solidi tra il mondo della politica e delle diverse forme di organizzazione della società e dei cittadini”. Dialogo quindi, e speranze per il futuro. Una donna cambierà il paese?

New York. Da Lena Dunham, la newsletter di successo che smantella i pregiudizi di genere. Se avete visto Girls almeno una volta, conoscete già la grande capacità di rappresentare il mondo delle donne di Lena Dunham. Questa rappresentazione non si limita però al grande schermo: la regista e attrice newyorkese ha creato insieme alla sua amica Jenni Konner la newsletter Lenny Letter. La redazione, fatta di sole donne, attraverso articoli e interviste vuole affronta con sguardo femminile temi come stile, salute, politica, amicizia e razzismo. L’obiettivo? “Vogliamo creare uno spazio dove le nuove voci si sentano sicure di parlar forte delle tematiche che le interessano. Vogliamo che queste voci vi ispirino, vi coinvolgano, vi facciano anche arrabbiare”. Di certo ci stanno riuscendo, perché la Lenny Letter ha avuto in pochissimo tempo un successo straordinario: 400.000 abbonamenti in soli sei mesi e un sito dai 600.000 utenti unici.

Pubblicato il: 11 marzo 2016
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